Viagrande C/5

La “sapienza” tattica di coach Rocchi per la nuova avventura del VIAGRANDE C5 in C2

ROCCHI

Coach Massimo ROCCHI

Finalmente si parte. Il VIAGRANDE C5 debutta sabato nel torneo di serie C2 edizione 2017/18 recandosi sul campo del Siracusa C5 Meraco. Alla guida tecnica della squadra biancazzurra il presidente Mario Costanzo ha chiamato quest’anno coach Massimiliano Rocchi, entusiasta del clima che ha trovato nel club viagrandese. 41 anni, qualche esperienza ormai datata nel tempo con il calcio a 11, poi protagonista da giocatore – è stato un buon pivot – per circa tredici anni con parecchie squadre disputando diversi campionati di C1 e C2, con Ficarazzi (sei anni), Puntese, Mascalucia e Catania C5. Il richiamo della “lavagna” e la guida dalla panchina è arrivato circa cinque anni fa, con tre stagioni alla Teamsport, poi Madonnina e Belpasso, dove tra l’altro nel campionato appena trascorso di serie D ha eliminato nei play-off proprio il VIAGRANDE C5 per poi essere battuto in finale dal Real Aci. Grande conoscitore del futsal e di queste categorie in generale, mister Rocchi non ha avuto esitazione quando ha ricevuto la chiamata del presidente Costanzo. “Si, è stato proprio così – esordisce nella lunga chiaccherata post allenamento del giovedì sera mister Rocchi – al primo contatto con il presidente Costanzo abbiamo capito entrambi che c’era grande intesa sul progetto di futsal da sviluppare con il VIAGRANDE C5 ed è stato semplice arrivare all’accordo”. Sulla panchina biancazzurra raccoglie il testimone lasciato da mister Gianni Paladino, con il quale c’è un grande rapporto di stima personale. “Con Gianni ci conosciamo da tempo e ci stimiamo personalmente tantissimo. Ovvio che poi da tecnici abbiamo delle visioni e convinzioni sul futsal e sul modo di giocarlo, ma Gianni rimane un grande amico”. Per coach Rocchi, il futsal è solo tattica ? C’è spazio per l’inventiva del singolo ? “Io sono un ”cultore” della tattica. Per me il futsal è prevalentemente costruzione ragionata dell’azione. Certo il giocatore più tecnico e con buoni numeri al piede di certo non lo rinnego, ma è una parte limitata. Un buon allenatore oltre che di tattica e tecnica deve saper relazionarsi con il gruppo, insomma deve essere anche psicologo. Ogni mio giocatore quando lo chiamo in campo deve sapere cosa deve fare, movimenti, porzioni di campo da conquistare, spazi da presidiare. Io chiedo sempre altissima intensità, ecco perchè cambio gli interpreti in campo ogni sette/otto minuti al massimo. Non rientra nel mio “verbo tattico” il giocatore di calcio a 5 in campo per 60′ minuti. Sminuisce l’intensità e la partecipazione all’azione”. Coach Rocchi, sempre parlando di tattica, non ha mai impiegato il quinto uomo, il portiere di movimento. “Intanto preciso una cosa: l’unica gerarchia di questa squadra, e i ragazzi lo sanno, è rappresentata dal portiere, cioè Luca Isola. Anche gli altri due portieri a mia disposizione sono molto bravi – Distefano e Sciuto -. Il portiere però è l’unico ruolo dove la gerarchia è chiara. Sull’utilizzo del quinto uomo sono piuttosto chiaro: non l’ho mai provata, anche perchè ritengo Luca fortissimo tra i pali. Non è nelle sue corde la partecipazione alla fase offensiva. Questa variante prima di essere fatta necessita di un gran lavoro preparatorio settimanale e naturalmente ci vuole l’attitudine di chi la deve interpretare”. Diciotto giocatori in rosa. Troppi ? “No. Potrebbe sembrare elevato il numero, ma non ci dimentichiamo che in questa categoria, la C2, i ragazzi giocano per divertirsi e parecchi devono conciliare le proprie esigenze lavorative del sabato. Ecco perchè 18 giocatori. Aldilà di questo comunque io cerco sempre di ritagliare uno spazio per tutti. Poi proprio questo sabato per squalifiche e altro ne mancheranno ben sette ecco perchè ben venga una rosa lunga”. Capitan Santi Di Mauro mister Rocchi come lo identifica tatticamente da pivot o da laterale ? “Santi è un pivot, e lo dice uno che questo ruolo l’ha fatto da calciatore. Ha l’adattabilità per fare il laterale, ma Santi per caratteristiche tecniche è un pivot”.  Mister Rocchi che idea si è fatto del girone e le squadre che reputa più forti ? “All’inizio è sempre difficile dare giudizi, anche se Sortino e Catania C5 mi sembrano quelle meglio attrezzate. Mi piace anche il S. Tecla, che potrebbe essere la sorpresa del campionato”. E il suo VIAGRANDE C5 ? Cosa le ha chiesto il presidente Costanzo“Una salvezza tranquilla. Per un club che viene su dalla serie D non si può chiedere altro, anche se poi non so cosa potrà riservare il campionato”. Massimiliano, una battuta per chiudere con un sorriso: lavagnetta, uno contro uno, pressione alta in tutte le zone del campo, schema 1, modulo 1-2-1, 2-2, 3-1; non è che i giocatori si stancano a volte di tutte queste nozioni ? “Il futsal è applicazione. Chi è stato con me negli anni scorsi e il gruppo ex Belpasso lo può confermare, sa benissimo che pretendo il massimo dell’impegno. Dopo la partita e fuori allenamento sono il primo ad offrire da bere a tutti, ma pretendo il massimo dell’applicazione. Fino a venti minuti prima dell’inizio della gara spiego a tutti cosa devono fare, dialogo tantissimo ma poi se non si applicano i miei dettami ovviamente faccio delle scelte. Il ruolo del coach è questo, ma io sono sempre dalla parte del giocatore, visto che lo sono stato anche io. Dunque cerco sempre di mettere ognuno dei componenti della mia squadra nelle condizioni tecnico-tattiche migliori per svolgere i compiti a loro assegnati in campo”. Preciso, puntuale, chiaro quanto basta. Questo è Massimiliano Rocchi, tecnico dalla grande “sapienza” tattica per la nuova avventura del VIAGRANDE C5 in C2.

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